15 minuti fra fluidi e chip

Hai mai visto un chip elettronico in cui invece di segnali elettrici scorrono fluidi come aria, acqua, olio etc..attivati da una pressione invece che da una tensione elettrica? Chip in cui una bolla di aria può rappresentare un bit?

Tutto ciò avviene in micro-canali in plastica trasparente o silicio con un diametro pari circa a quello di un capello umano, i così detti “Chip Microfluidici”. Le quantità di fluido che si muovono all’interno di questo chip sono dell’ordine di un milionesimo di litro….ovvero valori più piccoli di una goccia di rugiada.

Cosa vogliamo fare?

Supponiamo di avere diversi chip con geometrie diverse: zig-zag, serpentina, spina di pesce…
Supponiamo di avere delle micro pompe per immettere i fluidi in questi canali e mescolarli…
Supponiamo di aver creato un sistema “microscopio all’aperto” per guardare quello che succede all’interno dei micro canali, fatto da lenti, obbiettivi, telecamere e sensori…
Supponiamo di avere a disposizione super-computer per giocare simulando il comportamento dei diversi fluidi nei chip.
A cosa può servire tutto ciò?

A creare dei chip digitali fluidici in cui le bolle di aria che si formano e muovono creano una sequenza (aria, acqua, aria, aria, acqua, acqua,…) simile al linguaggio binario dei computers (101100…).
A realizzare i cosiddetti “Laboratori su Chip”, sistemi portatili ed usa e getta per l’analisi del sangue, o di liquidi biologici, o di gas/liquidi per il controllo ambientale.
Dove potete trovare tutto ciò?

Presso i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e dei Sistemi alla Facoltà di Ingegneria.